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Il settantenario

Locandina
settantenario

L'8 dicembre 2010 il «Franchetti» ha compiuto settant'anni: o meglio, li ha compiuti l'edificio che ospita la scuola, appunto dal dicembre del 1940. Per ricordare, ma anche per riflettere, il liceo ha programmato una serie di iniziative, anche per farsi "conoscere" meglio in città. È stato importante per noi sviluppare un discorso storico: volevamo colmare una lacuna nell'identità dell'istituto (quante cose non sapevamo!) e capire meglio la storia di Mestre, non sempre ben conosciuta. In fondo, la spinta a indagare criticamente, e a indagare anzitutto il passato, è nello spirito di un liceo classico, e del nostro «Franchetti».

Alla Torre di piazza Ferretto, nel dicembre 2010, è stata aperta al pubblico della città una mostra, frutto del lavoro di insegnanti e alunni del liceo, che in trenta pannelli ha illustrato alcuni aspetti dell'epoca in cui il liceo di Mestre è nato: gli anni 30 del secolo scorso. Si è rievocata così la figura di Raimondo Franchetti, l'esploratore a cui la scuola è stata intitolata nel 1936, e quindi la vicenda delle colonie italiane in Africa. Si è esaminato poi il volto della Mestre del tempo, nel contesto storico degli anni '30 e poi della guerra mondiale. Si è studiata, per la prima volta, la storia dell'edificio del «Franchetti», mostrando i progetti e valutando anche attraverso opportuni confronti il linguaggio architettonico usato. Attenzione ha ricevuto anche l'ornamento artistico, dall'affresco dell'Aula Magna, opera di Edmondo Bacci e Luciano Gaspari, agli altorilievi della facciata, scolpiti da Antonio Voltan. Le ricerche sui busti, oggi dispersi, che ornavano l'Aula Magna, hanno condotto a riscoprire l'attività di uno scultore a lungo attivo a Mestre, Giacomo Urbani de Gheltof.
I pannelli, predisposti grazie ad alcune sponsorizzazioni e con la collaborazione del Centro Studi Storici di Mestre, sono ora conservati a scuola. È allo studio la loro esposizione permanente.

Copertina di
«Settant'anni di Classico»

Un altro momento pubblico è stato il Convegno, presso l'Auditorium della Provincia, il pomeriggio del 10 dicembre. Si è allora riunita fisicamente tutta la non breve storia del liceo: allievi, insegnanti e presidi del passato e del presente. Ma vi è stato soprattutto lo spunto per ragionare ancora sulla vicenda del «Franchetti». Alcune relazioni, molto seguite, hanno illustrato materiali e immagini su Raimondo Franchetti e sull'edificio del liceo. Nell'occasione è stato anche presentato il volume che presenta i risultati delle ricerche storiche condotte in occasione del settantenario, e che raccoglie l'elenco di quanti dalla fondazione del liceo hanno lavorato o si sono diplomati al «Franchetti» (Settant'anni di classico, Mestre, Centro Studi Storici, 2010). Successivamente si è discusso di un secondo contributo sulla storia del liceo e della città, analizzando il rapporto tra il «Franchetti» e Mestre dal dopoguerra a oggi (C. Franco, Il liceo «Raimondo Franchetti», Padova, Il Poligrafo, 2010). L'incontro si è chiuso con il ricordo di Roberto Campagner, professore di greco al «Franchetti»: alla sua memoria, completato l'iter burocratico, sarà intitolata la biblioteca d'Istituto.

Copertina di: C.
Franco. «Il Liceo Classico Raimondo Franchetti»

Il libro edito dalla scuola ha sviluppato gli intendimenti che già avevano portato per il cinquantenario (1990) e in forma più semplice nel sessantenario (2000), a raccogliere memorie e storie del liceo: ora esso è disponibile a richiesta presso la Segreteria d'Istituto. La ricerca di Carlo Franco, reperibile nelle librerie, è stata anche presentata alla libreria «Feltrinelli» di Mestre il 19 gennaio 2011 da Giulia Albanese, dell'Università di Padova.

Molte energie sono state dunque rivolte all'esterno, per ribadire il legame tra Mestre e il suo liceo classico. Ma si è lavorato anche all'interno. Nel corso dell'anno scolastico 2009/2010 il corso di eccellenza (un piccola tradizione del «Franchetti») è stato dedicato alle esplorazioni e all'etnografia nel mondo antico: studenti di II e III liceo hanno prodotto testi e riflessioni, utili a comprendere le forme del discorso sull'"altro"; altri, in dicembre, hanno collaborato come "guide" alla mostra della Torre. Nel gennaio 2011, in un incontro tra gli studenti liceali e il giornalista Edoardo Pittalis si è ragionato sulla situazione odierna di Mestre, guardando alle prospettive della scuola e del mondo giovanile.

Attraverso il settantenario il «Franchetti» ha cercato non tanto di "celebrarsi", quanto di conoscersi. Certo, l'incontro di generazioni differenti è stato per tutti un momento memoriale importante: e anche un po' di "orgoglio" per il cammino percorso non guasta. Ma le idee maturate nel lavoro di riflessione storica sono state anche lo stimolo per riflettere sul progetto del «Franchetti», oggi e domani, in mezzo ai cambiamenti e alle difficoltà del mondo della scuola. Nei settant'anni della sua storia il liceo è mutato profondamente, rispondendo a tanti, e talvolta disordinati, cambiamenti esterni. Oggi, con la consapevolezza che ci deriva dall'aver ripensato la propria storia, al «Franchetti» ci proponiamo agli studenti, cioè alla città, come luogo di formazione critica e di attenzione al presente. La nostra tradizione è la base per far posto in modo riflettuto alle sfide della modernità: avvertiamo l'esigenza di essere vivi e presenti nella Mestre di oggi, senza perdere di vista quanto la cultura classica europea ha ancora da dire. E a settant'anni, fra l'altro, si è un poco più saggi…