Progetti

I corsi di eccellenza:
Progetto «Scrittura creativa»

Coordinatrice: prof.ssa Lucia De Michieli

Come lunghi echi che si confondono in lontananza,
in una cupa e profonda unità,
vasta come l'oscurità e come la luce,
profumi, colori e suoni si rispondono.
(da Ch. Baudelaire, Corrispondenze)

NON PERDIAMO LA BUSSOLA!

Locandina
settantenario È fresco di stampa

Non Perdiamo La Bussola!

Giochi linguistici e racconti di:
Anna Baldo, Lorenzo Bigo, Federico Dal Borgo, Nadia Fidone,
Valentina Galvan, Valentina Giuliano, Sidorela Meçaj, Elena Noventa,
Giulia Olivato, Marta Pasqualetto, Carlotta Pavan, Ilaria Penzo,
Marta Roncato, Noemi Ruberti, Beatrice Segato, Giulia Stiglich,
Serena Voltan

Chi volesse una copia del volume la troverà nell'Aula Magna dell'Istituto, sabato 13 ottobre 2012, alle ore 18.00, quando se ne terrà la presentazione ufficiale. Interverrà la dott.ssa Annalisa Bruni, scrittrice ed esperta docente di scrittura creativa. Parteciperanno studenti del gruppo teatrale e di quello musicale.

Sarà ben accetta un'offerta libera, che consentirà al gruppo di finanziare la prossima pubblicazione.

Progetto «Scrittura creativa» 2012/2013

In maniera simile a quanto proposto nel settore latino e greco, per quanto riguarda l'italiano, già a partire dall'a. s. 1998/99 fino all'a. s. 2005/06, il «Franchetti» ha proposto degli incontri di Scrittura creativa, condotti dalla prof.ssa Lucia De Michieli, affiancata da altri docenti ed esperti (prof.ssa Silvia Talluri e dott.ssa Annalisa Bruni).
Dall'a. s. 2011/12 il corso torna a far parte dell'Offerta Formativa della scuola, tenuto dalle docenti Lucia De Michieli e Alessandra Artusi.

Organizzazione e tema del corso

Il seminario pomeridiano è aperto a studenti di tutte le classi (escluse le quarte ginnasio e le terze liceo) e non ha lo scopo di creare professionisti dell'editoria, ma di liberare lo scrittore che c'è in noi. O anche solo di far apprezzare l'arte della lettura. L'attività prevede 20 ore di frequenza, ma proseguirà anche a casa, con la produzione e la lettura di testi di volta in volta scelti e proposti, puntando a una meta ambiziosa: comporre un'antologia di racconti da pubblicarsi a settembre/ottobre sul tema "Viaggio nei Cinque Sensi". I mesi estivi vedranno gli/le iscritti/e impegnati/e nel lavoro di editing individuale con le docenti. Esercizi e materiale utile saranno inseriti nel sito dell'Istituto.

Strumenti e metodologie

Gli/le studenti potranno sperimentare due tipologie di scrittura: una ludica, ma frequentata da nomi tutt'altro che insignificanti (R. Queneau, U. Eco, per citarne due), l'altra più attenta al ruolo giocato dalla nostra interiorità, che mira alla produzione di un racconto inteso in senso tradizionale. Gli/le iscritti le proveranno entrambe, poi sceglieranno quella che preferiscono, o sceglieranno anche di non far leggere ciò che scrivono, perché nessuno intende costringerli/le a quella che per noi deve restare un'attività che dia piacere (come dovrebbe esserlo anche quella della lettura).

Calendario

DATA ORARIO ARGOMENTO
Martedì 16 ottobre 2012 14.30-16.30 Introduzione alla scrittura creativa e al tema del corso. TATTO E GUSTO
Martedì 30 ottobre 2012 14.30-16.30 OLFATTO + ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI
Martedì 13 novembre 2012 14.30-16.30 VISTA + ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI
Martedì 27 novembre 2012 14.30-16.30 UDITO + ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI
Martedì 5 febbraio 2013 14.30-16.30 Visita a Palazzo Grimani – Venezia
Martedì 19 febbraio 2013 14.30-16.30 ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI
Martedì 5 marzo 2013 14.30-16.30 ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI
Martedì 19 marzo 2013 14.30-16.30 IL DIALOGO
Martedì 16 aprile 2013 14.30-16.30 ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI
Martedì 30 aprile 2012 14.30-16.30 ANALISI E COMMENTO DEI RACCONTI

Con decreto dell'11 dicembre 2001, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha affidato la competenza di Palazzo Grimani, acquistato dallo Stato nel 1981, alla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano.

Il palazzo, riaperto il 20 dicembre 2008, costituisce per la città di Venezia una novità particolarmente preziosa di rilevanza internazionale, per l'originalità dell'architettura, per le decorazioni e per la storia che ne ha caratterizzato le vicende.

Antonio Grimani, agli inizi del 1500, dona ai figli la casa da stazio: il complesso verrà poi completato grazie al nipote Giovanni, patriarca di Aquileia, e a suo fratello Vettore, procuratore di San Marco. È probabile che gli stessi eredi Grimani siano intervenuti nella progettazione e nella decorazione del palazzo.

L'architettura, che oggi possiamo finalmente vedere, fonde elementi tosco-romani con l'ambiente veneziano: tra gli altri sono particolarmente suggestivi la Tribuna, già sede della bellissima raccolta archeologica di Giovanni, il cortile, unico per la città di Venezia, e la bellissima scala di accesso. Straordinarie sono le decorazioni pittoriche. Come già per l'architettura, i Grimani si rivolgono ad artisti di formazione centro-italiana: Giovanni da Udine, Francesco e Giuseppe Salviati, Camillo Mantovano e Federico Zuccari.

Tutto questo rende Palazzo Grimani un edificio unico per la storia e l'architettura di Venezia, affascinante per l'aspetto culturale, artistico e storico, e, a restauro appena concluso, finalmente aperto come museo di se stesso e di poche, selezionatissime opere, esemplificative del gusto collezionistico cinquecentesco. (dal sito ufficiale di Palazzo Grimani).

Come da accordi presi con il vicedirettore del museo, dott.ssa Maria Cristina Dossi, il gruppo fruirà di una visita guidata del museo, che si soffermerà in particolare su alcune opere d'arte ispirantisi alle Metamorfosi di Ovidio. Verranno illustrati i vari miti e forniti i testi relativi. Gli/le studenti potranno produrre giochi linguistici di vario genere, che, presumibilmente in aprile, verranno recitati negli spazi del Museo: una kermesse affine agli incontri Di stanza in stanza. Poeti latini per Mario Geymonat, organizzati dall'Associazione Italiana di Cultura Classica e la Fondazione Teatro La Fenice.

ALESSANDRA ARTUSI E LUCIA DE MICHIELI

Materiali

Testi per il primo incontro. Gusto e tatto [475,5 kB]

Testi per il secondo incontro. Olfatto [159,4 kB]

Testi per il terzo incontro. Vista [1,4 MB]

Cos'è la scrittura creativa?

L'esperienza americana e quella italiana

Alla data del 1997 sono circa quattrocentocinquanta le Università americane che ospitano corsi di creative writing1. Li frequentano studenti che si sentano portati a diventare scrittori, o che comunque siano appassionati di letteratura, e ne ricavano gli strumenti in primis per verificare, poi per affinare il loro talento. È una sorta di laboratorio di scrittori, qualcosa di simile alle "botteghe" degli artisti di un tempo, che accoglievano degli apprendisti e li educavano all'arte. Sottende una concezione dell'arte dello scrivere vicina alla tecnica artigianale, che si può apprendere, posto che il talento vi sia «perché ogni mestiere ha i suoi strumenti e a questa legge universale la professione di scrittore e poeta non si sottrae»2.

Raymond Carver

Raymond Carver (1938-1988), scrittore e poeta statunitense

Questa disciplina negli Stati Uniti vanta una tradizione di lunga data. I primi corsi di scrittura letteraria vennero tenuti ad Harvard nel 1915. Nel 1922 il creative writing fece il suo ingresso come materia autonoma nella facoltà di inglese dell'Università dello Iowa, che per prima negli Stati Uniti accettó raccolte di poesia, libri di racconti e romanzi come tesi di laurea. Giungiamo agli anni Sessanta, in cui, grazie al carisma di autori/docenti come Jack Kerouac, Allen Ginsberg, John Gardner (maestro di Raymond Carver, un mito per gli appassionati di scrittura creativa3) e molti altri, i workshops di scrittura cominciano ad assumere la fisionomia di un fenomeno di culto e in alcuni casi di una vera e propria moda.

La nostra cultura tende a guardare al modello americano con diffidenza, comprensibile peraltro in altri ambiti, non ultimo più di un settore della vita scolastica. Per questo, nonostante da più di vent'anni siano attive in Italia scuole di "scrittura creativa"4, frequentate da adulti, da molto meno questa attività è entrata a contatto con la dimensione scolastica.

Si può insegnare a scrivere?

Ovviamente sì. I docenti di lettere da sempre preparano gli studenti alla composizione scritta, e tra l'altro raccomandano spesso almeno una delle regole fondamentali comuni al giornalismo e al creative writing americano, quella delle cinque W: who, why, where, when, what. (noi che siamo al Classico Smile
sorriso quindi un po' snob Smile sorriso talvolta preferiamo quis, quia, quo, quando, quid...). D'altronde gli antichi stessi avevano le idee molto chiare su come si dovesse scrivere e a loro continuiamo a conformarci. Si pensi alle varie tappe della dispositio secondo Cicerone, più o meno raccomandate ancor oggi per la stesura dei temi.

La scrittura creativa al «Franchetti»

Come spesso accade, tutto nacque per caso. Da poco frequentavo un corso di scrittura creativa per adulti, condotto da Annalisa Bruni: così le chiesi di pensare a come si sarebbe potuta utilizzare la sua esperienza con i miei studenti.

Dopo un primo "assaggio" (quattro ore in tutto in orario curricolare) dagli esiti molto positivi nell'a. s. 1998/99, nel corso dell'a. s. 1999/2000 la collaborazione riprese durante una cogestione. Gli studenti avevano richiesto uno spazio dedicato alla libera espressione artistica, che venne occupato da un breve corso, dedicato però non a ragazzi di un'unica classe, ma a tutti gli interessati, con un limite massimo di trenta posti, che tuttavia aumentarono a più di quaranta per non deludere nessuno, viste le tante adesioni.

Un gruppo di una ventina di studenti, formatosi in questa circostanza, ha poi voluto continuare a incontrarsi fino al termine dell'anno, in mia compagnia. Le cinque ore di seminario non avevano esaurito tutti i lavori prodotti, alcuni di loro avevano scritto brevi racconti al di fuori dell'argomento proposto, la scuola comunque rimaneva aperta ogni pomeriggio, perché non approfittarne? A farla breve non solo ci siamo divertiti, ma ci siamo lasciati a giugno con la promessa di continuare l'attività. Perciò dall'anno 2000/2001 al 2005/2006, il corso è entrato a far parte dell'Offerta Formativa dell'Istituto ed è stato condotto da due docenti (Silvia Talluri e la sottoscritta), affiancate da Annalisa Bruni.

Il ritorno

Ora la Scrittura Creativa torna al «Franchetti», con una nuova docente oltre a me, Alessandra Artusi. È un seminario pomeridiano aperto a studenti di tutte le classi (escluse le quarte ginnasio e le terze liceo), che non ha lo scopo di creare professionisti dell'editoria, ma di liberare lo scrittore che c'è in noi. O anche solo di far apprezzare l'arte della lettura. L'attività non si esaurirà nelle venti ore di frequenza, ma dovrà essere proseguita anche a casa e, per quanto appassionante, comporterà impegno e tempo, anche perché — ma incrociamo le dita — abbiamo sotto sotto una meta ambiziosa: comporre un'antologia di racconti sul tema "La città".

Come?

Abbiamo pensato a due tipologie di scrittura: una, ludica, ma frequentata da nomi tutt'altro che insignificanti (R. Queneau, U. Eco, per citarne due), l'altra più attenta al ruolo giocato dalla nostra interiorità, che mira alla produzione di un racconto inteso in senso tradizionale. Gli iscritti le proveranno entrambe, poi sceglieranno quella che preferiscono. O anche sceglieranno di non far leggere ciò che scrivono, nessuno intende costringerli a quella che per noi deve restare un'attività che dia piacere (come dovrebbe esserlo anche quella della lettura).

Una migliore realizzazione della persona

Ama scrivere, in genere, chi entra in un Liceo Classico, ma rischia di uscirne frustrato e, in qualche caso, demotivato: gli vengono richiesti elaborati scritti di varie tipologie, ma la libera espressione di sé e del proprio mondo spesso è messa in secondo piano o trova spazio, spesso abusivamente, nei temi di attualità. In quest'occasione, invece, avrà uno spazio privilegiato in cui estrinsecarsi.

Passione e capacità di lettura

Si deve leggere. Sia per trovare un modello, sia per individuare quale scrittore non si vorrebbe diventare, sia per capire che cosa ci fa piacere o no un racconto, una poesia e quindi per "rubare" i trucchi del mestiere. È un dato di fatto. Frequentare un corso di scrittura creativa può non produrre scrittori di professione, ma sicuramente i corsisti diventano buoni lettori. Spesso leggere una novella di Boccaccio con l'ottica di un aspirante scrittore offre sorprese non da poco, anche a chi abbia già studiato quest'autore.

Vantaggi sul piano dell'educazione linguistica.

In primo luogo ogni studente deve essere attento alla correttezza ortografica e grammaticale. Potrà magari decidere di infrangere le norme, per essere più incisivo, ma per infrangerle deve conoscerle. Inoltre deve considerare la proprietà di linguaggio e la conseguente necessità di rimanere all'interno di determinati registri linguistici. Cambia il destinatario, che non sarà un insegnante, ma il lettore. Chi, ad esempio, vuole scrivere un racconto giallo, dovrà tener conto del tipo di pubblico che questo genere ha. Con una gestione seminariale del corso, gli errori vengono rilevati dai compagni in cui è minore lo spirito di competizione, poiché non si scrive in vista di una valutazione, ma che hanno tutto l'interesse di essere accurati nel lavoro di revisione, perché correggendo il lavoro di un altro si vedono meglio anche i limiti del proprio. L'insegnante ha quasi esclusivamente il ruolo di supervisore e di "provocatore".

Guardiamo a cosa viene oggi richiesto di insegnare a noi docenti di italiano: analisi di testi, ma anche saggio breve, articolo giornalistico, recensione. Forme di scrittura che esulano dal tema tradizionalmente inteso. La scrittura creativa, per certi versi, aiuta anche in questo senso, abitua a scrivere elaborati diversi dal tema, a considerare il destinatario, a sperimentare diversi registri linguistici.

Lucia De Michieli

Note

1 Tutti i dati riguardati il creative writing negli Stati Uniti sono ricavati da Pietro Pedace, Breve storia della scrittura creativa in America, in AA. VV., I quaderni di Panta. Scrittura creativa. La scrittura creativa raccontata dagli scrittori che la insegnano, a cura di Laura Lepri, Milano, Bompiani, 1997.

2 Annalisa Trabacchi, Per non saper né leggere né scrivere.

3 Raymond Carver, Il mestiere di scrivere. Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa, a cura di William Stull e Riccardo Duranti, Torino, Einaudi, 1997

4 Una delle più famose, la Scuola Holden, è stata fondata nel 1994 da Alessandro Baricco, Alberto Jona, Dalia Oggero, Antonella Parigi, Marco San Pietro.