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L'inaugurazione dell'edificio

La sede che il Comune di Venezia aveva inizialmente reperito apparve presto inadeguata, e si studiarono altre soluzioni. Venne individuato un terreno lungo Via Principe di Piemonte, la nuova strada che collegava il nuovo cavalcavia di Mestre al centro cittadino: l'attuale corso del Popolo. Nell'area, quasi completamente libera da edifici, erano previsti importanti insediamenti, delineati nel piano regolatore del 1937. La guerra troncò, pochi anni dopo, i progetti per lo sviluppo di Mestre: il "sestiere" di San Giuliano non fu mai realizzato, e nel dopoguerra l'area fu oggetto di una urbanizzazione intensiva ma disordinata.

La gestazione dell'opera fu complicata: un primo progetto redatto dall'architetto Mirko Artico nel 1936 prevedeva sulla facciata un portale ornato del leone marciano, con finestre raggruppate e incorniciate, scandite da paramenti in mattoni, e ali laterali movimentate da quote differenti. Su richiesta del Comune venne approntata una prima modifica, con ingresso a pronao con vetrata. A lavori iniziati (gennaio 1939), le nuove esigenze derivate dall'applicazione della Carta della Scuola voluta dal Ministro dell'Educazione Nazionale Giuseppe Bottai imposero una trasformazione più radicale. L'impianto già impostato fu ampliato con l'inserimento di un secondo piano, destinato alle classi del liceo. Il progetto definitivo, datato al 5 maggio 1939, si ispirava all'architettura di Marcello Piacentini: una lunga facciata con finestre e alto pronao con pilastri, e due piani (di superficie ridotta il secondo), aule speciali, la palestra, un'Aula Magna al primo piano. Completati i lavori in ottobre, la scuola iniziò funzionare nella nuova sede il 17 ottobre 1940. L'edificio venne ufficialmente inaugurato l'8 dicembre seguente, alla presenza del Sottosegretario all'Educazione Nazionale Riccardo Del Giudice.

Inaugurazione
del Franchetti

In conformità agli intendimenti dell'epoca, e per conferire adeguata monumentalità, l'edificio ebbe un ornamento artistico di qualche importanza. Sulla facciata furono collocati due altorilievi, opera dello scultore veneziano Antonio Voltan (1913-2000).

A sinistra dell'ingresso, un rilievo allegorico con Venezia signora del mare, dell'arte, del commercio:

Voltan, Venezia
signora del mare, dell'arte, del commercio

A destra un rilievo dedicato a L'evoluzione fisica e spirituale della giovinezza. Entrambe le opere, ispirate al gusto di Arturo Martini, recano motti latini.

Voltan, L'evoluzione fisica e spirituale della giovinezza

Nell'Aula magna, al primo piano, un affresco opera di Edmondo Bacci (1913-1978) e Luciano Gaspari (1913-2008), allievi di Virgilio Guidi e futuri esponenti nel dopoguerra dello "spazialismo" veneziano. L'opera rappresenta I massimi geni della razza, ossia una galleria dei "grandi italiani" da Augusto a Mussolini. Al gruppo di Augusto, Virgilio e Livio, segue a rappresentare il Medioevo la triade di Dante, Petrarca e Boccaccio, mentre il Rinascimento è impersonato da Michelangelo, Leonardo, Colombo, e da un giovane Raffaello; l'Evo moderno da Galileo Galilei e Torquato Tasso. Sullo sfondo, insieme a una città ideale entro un paesaggio collinare, due anonime le figure conversanti (presumibilmente gli autori dell'affresco), quindi Alessandro Volta e Guglielmo Marconi, alle cui spalle sta Giuseppe Verdi. Chiudono la serie Gabriele D'Annunzio e Benito Mussolini (unico vivente raffigurato).

L'Aula Magna del
Franchetti nel 1940

Alla base dell'affresco, due ritratti (dispersi) di Vittorio Emanuele III e di Mussolini, opera dello scultore Giacomo Urbani de Gheltof (1906-1998). All'esterno, sul lato nord della facciata, una mappa in marmorino (distrutta alla fine della guerra), con i confini dell'impero (Italia, Albania, Libia, Africa Orientale Italiana).